Silk Pavillion

Cosa succede se metti insieme 6,500 bachi da seta e apparecchiature super tecnologiche??

Se lo sono chiesti anche al MIT Media Lab, uno straordinario laboratorio di ricerche nato verso la metà degli anni ’80 con lo scopo di fondere diverse discipline creando un mix unico e potenzialmente sconfinato. La missione è “rispondere a domande non ancora domandate”.. Il che ci riporta al nostro quesito iniziale.

Grossomodo, l’esperimento Silk Pavillion (2013) consiste in questo: una struttura artificiale, composta da 26 pannelli poligonali ricoperti da fil di seta grazie ad un macchinario di precisione, viene affiancata all’instancabile lavoro di 6,500 bachi da seta, che vi tessono sopra; la geometria della struttura iniziale è stata creata tramite un algoritmo in grado di tracciare, partendo da un unico filo, differenti livelli di densità.

I bachi poi (utilizzati qui come una sorta di stampanti biologiche) tendono a rinforzare le parti “bucate” e, essendo influenzati anche da fattori ambientali quali le variazioni di luce e calore, tendono ad addensarsi verso le aree più scure e dense. Le aperture della struttura sono state create tenendo in considerazione anche le traiettorie dei raggi solari, tanto che il varco più grande, orientato contro l’Est, potrebbe essere utilizzato come un orologio solare.

P.S. – tra i collaboratori e promotori principali di questo progetto c’è un italiano! Il Prof. Fiorenzo Omenetto, ricercatore nel campo dell’ingegneria biomedica e, tra le specifiche aree d’interesse, nell’utilizzo della seta come materiale di base per applicazioni fotoniche, optoelettroniche e ad alta tecnologia. Da questo interesse, nasce anche un TED: Silk, the ancient material of the future

Fonte: Silk Pavillion – CNC Deposited Silk & Silkworm Construction at the MIT Media Lab su Creative Applications Network

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Volare

Aquilone tetraedrico

Nonostante il fatto che le persone lì sotto non sembrino molto rilassate all’idea di farsi sorvolare da un bestione come quello che vediamo, l’inventore di questo splendido aquilone era invece del tutto entusiasta.

Alexander Graham Bell (sì, quello a cui è stata attribuita la paternità dell’invenzione del telefono, che IN REALTA’ apparteneva all’italiano ANTONIO MEUCCI, come finalmente riconosciuto dal Congresso USA  l’11 giugno 2002), ha iniziato i suoi studi pioneristici sul volo nel lontano 1896, utilizzando aquiloni. L’idea di base era che fossero in grado di sollevare e trasportare persone, senza mettere a repentaglio la loro vita; per dirla con le sue parole:

 The great difficulty in developing an art of aerial locomotion lies…in the difficulty of profiting by past experience…a dead man tells no tales…

Lawrence Hargraves, Box Kite Aeroplane

Gli antenati degli esperimenti sul volo di Bell sono sicuramente gli aquiloni modulari (cellular kites) di Lawrence Hargrave, che hanno dato un grosso contributo allo studio delle forme più adatte a volare e a scontrarsi con il vento.

Comunque..

Tornando al nostro Bell, con il supporto morale e finanziario della moglie Mabel, crea nel 1907 l’AEA, Aerial Experiment Association, i cui membri (conosciuti anche come “Bell boys”!) dopo qualche delusione con il Cygnet I, iniziano a cimentarsi con il Red Wing, che il 12 marzo 1908 riuscirà a volare per 97.5 m, ad un’altezza di 6 m e per circa 20 secondi, prima di schiantarsi al suolo (fortunatamente) senza danni per il “pilota”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I fratelli Wright, considerati come i padri del primo volo aereo (con velivolo a motore) dell’umanità, dopo aver condotto esperimenti con aquiloni e alianti, fecero volare il loro Flyer per la prima volta il 17 dicembre 1903.

Fonti: “Tetrahedrical kites by Alexander Graham Bell” su Retronaut, Alexander Graham Bell’s flights of fancy su Kite History, Alexander Graham Bell and the AEA su Century Of Flight.

Passeggiate di lettura: i discendenti di Bell hanno reso consultabile online, presso il sito della Libreria del Congresso, quasi 5mila scritti originali: lettere, appunti, osservazioni sui suoi esperimenti e molto altro raccolti nella “Alexander Graham Bell Family Papers, 1862-1939″; articoli, appunti, disegni anche per Lawrence Hargrave dagli archivi della Australian Kite Association, il Flyer dei fratelli Wright.

 


L’uomo che inventò il XX secolo

Ho deciso di inaugurare la categoria Scienza nel migliore dei modi, e cioè rinnovando una mia personale battaglia contro il mondo intero che mira alla diffusione più ampia possibile delle opere di uno dei più grandi uomini di scienza degli ultimi tempi.

Oltre cento anni fa, un inventore serbo-americano dal nome di Nikola Tesla iniziò a sistemare cose che non erano rotte.

 

Questa è l’introduzione che The Oatmeal (un geniale angolo di rete ideato da Matthew Inman) fa di uno dei maggiori scienziati, innovatori e inventori del secolo scorso: Nikola Tesla. A lungo oscurato dalla figura di Edison (uomo più d’impresa che di scienza), e alla perenne ricerca di finanziatori per i suoi studi, Tesla si è reso fondamentale nella messa a punto di settori e invenzioni di cui oggi non potremmo fare a meno: la corrente alternata (tanto per cominciare), la radio e i radar sono soltanto i primi di una lista infinita (oltre 300 brevetti in 26 nazioni).

COMPITI A CASA: LEGGERE, DIFFONDERE OVUNQUE E IMPARARE A MEMORIA QUESTO.

 

Fortunatamente non sono l’unica persona a subire il suo fascino, qui potete trovare un elenco di altri siti che si occupano dell’argomento; altro materiale invece lo trovate qui.

Mi raccomando.. La prossima volta vi interrogo!