Son tutte belle le nonne del mondo

Son tutte belle le nonne del mondo / quando un bambino si stringono al cuor.
Son le bellezze di un bene profondo / fatto di sogni, rinunce ed amor.

Beh, ok.. Forse la canzone non fa proprio così, ma la rivisitazione personale oggi è perfettamente in tema! Dopo aver visto Un Mondo Da Mangiare, è finalmente arrivato il momento di vedere un mondo che mangia!

Gabriele Galimberti, fotografo di Arezzo-classe 1977, ha sviluppato vari progetti molto interessanti e sopratutto itineranti. Uno dei miei preferiti (oltre a Toy Stories) è quello dedicato alla parte affettiva del cibo, rintracciabile nell’antropomorfismo perfettamente calzante della mitica figura della NONNA. Noi italiani non dovremmo avere difficoltà a capire quanto sia immenso l’amore celato dietro un semplice “Hai mangiato?”

Si sa, in famiglia ci si preoccupa sempre per la nostra salute gastronomica, e questo è un campo in cui l’aura potentissima delle nonne riesce perfino a superare quella delle mamme. Per fortuna però, questo rapporto bello ed enigmatico tra il cibo e le nonne non è un’esclusiva italiana. Galimberti è infatti andato a trovare le nonne di mezzo mondo, per vedere quali sono i piatti forti delle famiglie: si va dai nostri ravioli, alle bistecche di alce, per passare a bocconcini di insetti, piatti a base di squalo o iguane.. Mica male!

Nella galleria potete trovare l’intero progetto, di cui qui lascio una selezione. Tra l’altro, nelle info delle foto ci sono anche le ricette.

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Un mondo da mangiare

Sarà l’orario, ma in questo momento i lavori di Carl Warner mi appaiono ancora più belli (e buoni!) del solito.

L’idea è semplice ma geniale, proprio come piace a noi Navigabondi: creare mondi immaginari utilizzando soltanto cibo.

Mr Carl, dopo esser diventato un fotografo pubblicitario di relativo successo tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90, va in cerca di qualcosa di nuovo, fresco e creativo. L’ispirazione arriva durante una passeggiata al mercato: trova dei funghi che gli danno la netta di sensazione di sembrare alberi di un mondo alieno.

Con la complicità di riso e fagioli nasce così il suo primo “foodscape”.

Mushroom Savanna

Ogni immagine richiede un gran lavoro di “costruzione” (anche due o tre giorni) nonchè svariati giorni di pianificazione; dev’essere interessante incontrarlo nei mercati che fissa le verdure mentre cerca forme e colori giusti per le sue creazioni!

Una precisazione a questo punto è doverosa (cèccrisi): che fine fa tutto quel cibo??

Lui stesso risponde che molto del cibo che vedete nelle foto viene condiviso con il suo team, ma che una buona parte non è commestibile dato che vengono spesso usate pitture e colle.. Non molto salutare, in effetti..

E’ quindi con piacere che lascio il vostro appetito in buona compagnia con questi foodscapes: casette di pane, alberi a forma di broccoli, mari di lattuga, dirupi di parmigiano e molto altro.

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