Un mondo da mangiare

Sarà l’orario, ma in questo momento i lavori di Carl Warner mi appaiono ancora più belli (e buoni!) del solito.

L’idea è semplice ma geniale, proprio come piace a noi Navigabondi: creare mondi immaginari utilizzando soltanto cibo.

Mr Carl, dopo esser diventato un fotografo pubblicitario di relativo successo tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90, va in cerca di qualcosa di nuovo, fresco e creativo. L’ispirazione arriva durante una passeggiata al mercato: trova dei funghi che gli danno la netta di sensazione di sembrare alberi di un mondo alieno.

Con la complicità di riso e fagioli nasce così il suo primo “foodscape”.

Mushroom Savanna

Ogni immagine richiede un gran lavoro di “costruzione” (anche due o tre giorni) nonchè svariati giorni di pianificazione; dev’essere interessante incontrarlo nei mercati che fissa le verdure mentre cerca forme e colori giusti per le sue creazioni!

Una precisazione a questo punto è doverosa (cèccrisi): che fine fa tutto quel cibo??

Lui stesso risponde che molto del cibo che vedete nelle foto viene condiviso con il suo team, ma che una buona parte non è commestibile dato che vengono spesso usate pitture e colle.. Non molto salutare, in effetti..

E’ quindi con piacere che lascio il vostro appetito in buona compagnia con questi foodscapes: casette di pane, alberi a forma di broccoli, mari di lattuga, dirupi di parmigiano e molto altro.

(Clicca per ingrandire)

 

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Volare

Aquilone tetraedrico

Nonostante il fatto che le persone lì sotto non sembrino molto rilassate all’idea di farsi sorvolare da un bestione come quello che vediamo, l’inventore di questo splendido aquilone era invece del tutto entusiasta.

Alexander Graham Bell (sì, quello a cui è stata attribuita la paternità dell’invenzione del telefono, che IN REALTA’ apparteneva all’italiano ANTONIO MEUCCI, come finalmente riconosciuto dal Congresso USA  l’11 giugno 2002), ha iniziato i suoi studi pioneristici sul volo nel lontano 1896, utilizzando aquiloni. L’idea di base era che fossero in grado di sollevare e trasportare persone, senza mettere a repentaglio la loro vita; per dirla con le sue parole:

 The great difficulty in developing an art of aerial locomotion lies…in the difficulty of profiting by past experience…a dead man tells no tales…

Lawrence Hargraves, Box Kite Aeroplane

Gli antenati degli esperimenti sul volo di Bell sono sicuramente gli aquiloni modulari (cellular kites) di Lawrence Hargrave, che hanno dato un grosso contributo allo studio delle forme più adatte a volare e a scontrarsi con il vento.

Comunque..

Tornando al nostro Bell, con il supporto morale e finanziario della moglie Mabel, crea nel 1907 l’AEA, Aerial Experiment Association, i cui membri (conosciuti anche come “Bell boys”!) dopo qualche delusione con il Cygnet I, iniziano a cimentarsi con il Red Wing, che il 12 marzo 1908 riuscirà a volare per 97.5 m, ad un’altezza di 6 m e per circa 20 secondi, prima di schiantarsi al suolo (fortunatamente) senza danni per il “pilota”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I fratelli Wright, considerati come i padri del primo volo aereo (con velivolo a motore) dell’umanità, dopo aver condotto esperimenti con aquiloni e alianti, fecero volare il loro Flyer per la prima volta il 17 dicembre 1903.

Fonti: “Tetrahedrical kites by Alexander Graham Bell” su Retronaut, Alexander Graham Bell’s flights of fancy su Kite History, Alexander Graham Bell and the AEA su Century Of Flight.

Passeggiate di lettura: i discendenti di Bell hanno reso consultabile online, presso il sito della Libreria del Congresso, quasi 5mila scritti originali: lettere, appunti, osservazioni sui suoi esperimenti e molto altro raccolti nella “Alexander Graham Bell Family Papers, 1862-1939″; articoli, appunti, disegni anche per Lawrence Hargrave dagli archivi della Australian Kite Association, il Flyer dei fratelli Wright.

 


Raffa

Che schianto il caschetto d’oro!

Correva l’anno 1985 e Giovanni Minoli (tra un complotto, un colpo di Stato, l’omicidio Kennedy, Berlinguer, la seconda guerra mondiale, etc.) trovava un po’ di tempo per occuparsi di una colonna della Rai: Raffaella Carrà.

 

P.S. – Dedico questa chicca per gli aficionados degli archivi storici (come me) ai genuini amanti dei gloriosi ’80s.. Ma riuscite a immaginare dei look più.. più… più-e-basta di quelli dell’epoca??

 


Il film più “piccolo” del mondo

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Ritmo

Inconcepibile! 

..è l’unica parola che viene in mente ad una persona scoordinata (quale io sono) vedendo un talento del genere:

P.S. – ho appena deciso di dedicare 14′ 34″ (interi!) alla visione di questo filmato. So che l’attenzione media per i contenuti in rete raramente supera i 2-3 minuti, ma in qualità di fiera rappresentante della categoria dei Navigabondi, ho voluto fare esperienza di questa performance ipnotica. Seguirne il ritmo ha un effetto che oscilla tra il rilassante e il galvanizzante! 

Consigliato! 


Galateo

Sono anni difficili questi, per le buone maniere. Ma non temete, c’è sempre un momento per rifletterci su.. E quel momento è: adesso!

La bibbia della “buona creanza” è sicuramente il Galateo, anzi, il “Galateo overo de’ costumi“, trattato di metà ‘500 di Monsignor Giovanni Della Casa, scritto sotto indicazione di Galeazzo (Galatheus!) Florimonte, vescovo di Sessa, per consigliare i comportamenti giusti da adottare in pubblico o, per meglio dire:

quello che io stimo che si convenga di fare per potere, in comunicando et in usando con le genti, essere costumato e piacevole e di bella maniera: il che non di meno è o virtù o cosa a virtù somigliante.

Ora non starò qui a raccontarvi tutte le belle cose che vengono elencate nel trattato (ma lasciatemi almeno citare qualcosa di esilarante come: “Perciò che non solamente non sono da fare in presenza degli uomini le cose laide o fetide o schife o stomachevoli, ma il nominarle anco si disdice“), preferisco lasciarvi liberi di andare in avanscoperta di quest’opera il cui titolo completo è: “Trattato di Messer Giovanni Della Casa, nel quale sotto la persona d’un vecchio idiota ammaestrante un suo giovinetto, si ragiona dei modi che si debbono o tenere o schifare nella comune conversazione, cognominato Galateo ovvero dei costumi”.

Passiamo invece a qualche declinazione più moderna del labile concetto di “buone maniere”.

Senza ombra di dubbio, una delle circostanze più a rischio per la buona creanza è la tavola; è consigliabile dunque allontanarsi il più possibile da esempi come questo (ndr: i delicati di stomaco passino avanti):

Ma, si sa, non è cosa facile risultare sempre gradevoli per le persone di nostra compagnia. Infatti, dal ‘500 molta strada è stata fatta: sono comparse figure professionali in grado di offrire dei corsi per “migliorarsi e investire su se stessi” (cit.). E’ questo il caso di Romina Folco (e del suo Elegantemente), bionda e distinta signora dall’accento francofono (che ci sta a pennello) che ci introduce al mistico legame tra abbigliamento e decoro:

..indicazioni senza dubbio utili in tempi in cui la seduzione è diventata (ahinoi!) sinonimo di nudità. Ok, una volta posto il caso in cui la seduzione sia andata a buon fine, poniamo anche il caso che la storia, o il matrimonio, giunga al suo termine. Come potete immaginare, c’è un’etichetta anche per queste circostanze e a illustrarcela ha pensato, nientepopòdimenoche, la Debrett’s (casa editrice fissata con il gusto e le buone maniere), in collaborazione con lo studio legale Mishcon de Reya (studio legale inglese di rilevanza nazionale, anche perchè vanta la difesa della principessa Diana durante il suo divorzio). Dicevamo, viene proposta una guida (Debrett’s Guide to Civilised Separation) che contiene perle e suggerimenti del tipo:

Don’t be vindictive: it may be tempting to throw your husband’s vintage wine down the loo or shred his best suit, but judges will take a dim view of this behaviour. Hold your head high and retain the civilised high ground.

L’ambito processuale comunque non è l’unica arena bollente in cui le maniere contano molto. Anche in politica vale lo stesso. (Stendiamo un velo pietoso su questo argomento). Deve aver pensato la stessa cosa l’Accademia del Galateo quando ha offerto un corso gratuito di “buone maniere, cultura generale e galateo” ai neo-eletti del Movimento5Stelle (e non solo), il cui intervento pare sia stato richiesto a gran voce da una  non meglio identificata “ggente”:

Per concludere, vi saluto con un contributo meraviglioso che ci spiega, dal punto di vista di una dattilografa lanciatissima verso la sua futura, sorridente e splendente carriera, alcune golden rules per iniziare un nuovo lavoro:

 


L’uomo che inventò il XX secolo

Ho deciso di inaugurare la categoria Scienza nel migliore dei modi, e cioè rinnovando una mia personale battaglia contro il mondo intero che mira alla diffusione più ampia possibile delle opere di uno dei più grandi uomini di scienza degli ultimi tempi.

Oltre cento anni fa, un inventore serbo-americano dal nome di Nikola Tesla iniziò a sistemare cose che non erano rotte.

 

Questa è l’introduzione che The Oatmeal (un geniale angolo di rete ideato da Matthew Inman) fa di uno dei maggiori scienziati, innovatori e inventori del secolo scorso: Nikola Tesla. A lungo oscurato dalla figura di Edison (uomo più d’impresa che di scienza), e alla perenne ricerca di finanziatori per i suoi studi, Tesla si è reso fondamentale nella messa a punto di settori e invenzioni di cui oggi non potremmo fare a meno: la corrente alternata (tanto per cominciare), la radio e i radar sono soltanto i primi di una lista infinita (oltre 300 brevetti in 26 nazioni).

COMPITI A CASA: LEGGERE, DIFFONDERE OVUNQUE E IMPARARE A MEMORIA QUESTO.

 

Fortunatamente non sono l’unica persona a subire il suo fascino, qui potete trovare un elenco di altri siti che si occupano dell’argomento; altro materiale invece lo trovate qui.

Mi raccomando.. La prossima volta vi interrogo!