Villaggio globale

Con l’avvento di Internet, persone provenienti da zone lontanissime di questo piccolo ma delizioso pianeta chiamato Terra, hanno potuto mettersi in contatto. E’ dunque con piacere (e una vena di orgoglio) che vi mostro la mappa della grande famiglia dei Navigabondi.

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E’ incredibile come un piccolo blog, in italiano per giunta, sia riuscito a raggiungere almeno una persona in ogni continente. Ma, tornando al nostro punto iniziale, Internet rende possibile questo e molto altro.
Un aspetto incredibilmente affascinante della Rete è la sua capacità di convogliare informazioni praticamente in real-time. Oggi è infatti possibile conoscere cosa accade nel mondo, istante per istante, con le immagini in D3 (data-driven documents), che permettono ai nostri browser di andare oltre la staticità delle mappe a cui eravamo abituati, integrando dati che cambiano costantemente.

 

ImmagineUno dei settori preferiti dai counters, sin dalle loro origini, è stato quello della popolazione. Di solito queste mappe lasciano un po’ a desiderare nell’aspetto grafico ma, per nostra fortuna, tre ricercatori del Wittgenstein Centre for Demography and Global Human Capital di Vienna hanno pensato di analizzare i flussi migratori dell’ultimo ventennio (dal 1990 al 2010), partenze e arrivi compresi. Passando con il mouse sulle varie zone è possibile avere un’idea della vastità degli spostamenti di persone.

Sembra quasi un’opera d’arte!

 

Worldometers invece fornisce una marea di dati su popolazione, economia, società, acqua, cibo, energia e qualunque altra statistica vi possa venire in mente. Ma si può fare di più. E “di più” è stato ad esempio fatto nel 2013 quando a questo tipo di contatori sono stati aggiunti geotag. Il ricercatore e sviluppatore Brad Lyon ha proposto un eccezionale simulatore real-time delle nascite e delle morti di tutto il pianeta, fino ad arrivare ad una cosa di questo genere:

Questi strumenti hanno il grande vantaggio di rendere bene l’idea delle dinamiche considerate e sicuramente la reazione davanti ad una mole di dati così spropositata potrebbe confonderci le idee.

ImmaginePropongo quindi di passare a qualcosa di diverso. Ad esempio: fulmini, perché no? Vi siete mai chiesti quale sperduto paesino Europeo, adesso, stia diventando bersaglio di fulmini e saette? Ecco, la risposta potrebbe arrivare da progetti come Blitzortung e del suo servizio addizionale Lightning Maps. Nel momento in cui questo post viene scritto la situazione-fulmini è più o meno quella che vedete in foto.

Ad ogni modo (e con buona pace di tutti gli scienziati) ci sono anche cose più curiose da misurare. Ad esempio le modifiche anonime alle voci di Wikipedia oppure, grazie a Internet Live Stats, tutto ciò che sta accadendo, proprio ora, su internet:

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Anche questo post finirà in quella marea di cifre!

 

Letture & Riferimenti:

Global Migrations Data Sheets (2005-2010), Wittgenstein Centre for Demography and Global Human Capital

Brad Lyons: ‘Visualization of world births and deaths in real-time‘ sul suo blog ‘Nowhere Near Ithaca’, LinkedInGooglePlus

Per avere qualche informazione tecnica in più sui Data-Driven Documents, dalle parole dei loro principali creatori: Michael Bostock, Vadim Ogievetsky e Jeffrey Heer. O anche l’articolo D3 Maps The filling-up World.

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Libera l’editore che è in te

Bene.. Passata la sbornia mediatica della scelta del Capo dello Stato, risoltasi in una celebrazione di fantasia e creatività, possiamo tornare a parlare delle mie cose preferite, quelle Varie & Eventuali.

In questi giorni ho avuto modo di notare come, tra le sfide che l’utente medio deve affrontare riguardo il flusso abnorme di informazioni che gli vengono catapultate da internet e dai media, in genere troviamo:

  1. sopravvivere;
  2. mantenere una vita sociale;
  3. organizzare e portare avanti un continuo (e faticoso!) sfoltimento/selezione di tutte le informazioni di suo interesse.

Sono sicura che i primi due punti non creano problemi d’interpretazione. Sul terzo invece ci sarebbe molto da dire.

E’ indubbiamente vero che ormai ogni utente si sente legittimato ad avere (ma sopratutto condividere) un’opinione su tutto, a prescindere dalla sua “interessanza”: questo concetto di protagonismo del nostro amato utente medio deve però trovare una sintesi con i cambiamenti che il mondo dell’informazione ha registrato negli ultimi anni. Sicuramente ci saranno persone molto più preparate di me e di voi che studiano queste cose dalla mattina alla sera, comunque possiamo accontentarci di usare le parole di Edouard Lambelet (fondatore di Paper.li, di cui parleremo a breve) per riassumere questo aspetto:

“I think mainstream media can’t cover everything, really. It’s extremely difficult to search for this kind of content top to bottom. You really need to have small curators [and] small editors in chief — millions of them covering content.”

Insomma, milioni di editori a briglia sciolta che coprono in modi differenti tutta quell’amorfa quantità di informazioni altrimenti disperse nell’etere della rete.

Dopo questa doverosa introduzione, si arriva al contenuto vero di questo post. Volevo parlarvi di tre tra i diversi aggregatori di contenuti (basati sull’account twitter) che svolgono il lavoraccio appena menzionato.

The Tweeted Times

Fondamentalmente permette di creare una rivista a partire dal vostro flusso o dalle vostre liste twitter; ogni notizia può essere condivisa su fb o twitter; c’è la possibilità di scegliere la visualizzazione a griglia, colonne o lista (meno male!).

Graficamente più accattivante, a parer mio, funziona in modo leggermente diverso dal precedente. Partendo da fonti quali G+, twitter, fb o feed RSS, i contenuti sono scelti a partire da uno o più argomenti di proprio interesse e sono a loro volta raccolti in una o più riviste, organizzabili a seconda delle fonti.

Esempio: "DIY Music & electronics"

Esempio: “DIY Music & electronics”

Attorno a macro-argomenti che vengono liberamente creati dagli utenti, può riunirsi una community che segue, condivide, suggerisce l’aggiunta di notizie, “cura” il topic per usare la loro stessa espressione. Qui il piccolo-editore-che-è-in-noi è libero di esprimersi in tutte le sue potenzialità!

Insomma, ho voluto dare soltanto una panoramica e una breve anteprima, lasciando a voi il gusto di trovare quello più adatto alle vostre esigenze..

Naturalmente dopo aver aperto la vostra redazione virtuale correte qui a lasciarci il link! 😀

 

Passeggiata di lettura:

10 strumenti per la cura di contenuti (Il Giornalaio), Paper.li and Tweeted Times pioneer twitter-based curated content ( Shireen Qudosi), paper.li VS tweetedtimes.com.