Libera l’editore che è in te

Bene.. Passata la sbornia mediatica della scelta del Capo dello Stato, risoltasi in una celebrazione di fantasia e creatività, possiamo tornare a parlare delle mie cose preferite, quelle Varie & Eventuali.

In questi giorni ho avuto modo di notare come, tra le sfide che l’utente medio deve affrontare riguardo il flusso abnorme di informazioni che gli vengono catapultate da internet e dai media, in genere troviamo:

  1. sopravvivere;
  2. mantenere una vita sociale;
  3. organizzare e portare avanti un continuo (e faticoso!) sfoltimento/selezione di tutte le informazioni di suo interesse.

Sono sicura che i primi due punti non creano problemi d’interpretazione. Sul terzo invece ci sarebbe molto da dire.

E’ indubbiamente vero che ormai ogni utente si sente legittimato ad avere (ma sopratutto condividere) un’opinione su tutto, a prescindere dalla sua “interessanza”: questo concetto di protagonismo del nostro amato utente medio deve però trovare una sintesi con i cambiamenti che il mondo dell’informazione ha registrato negli ultimi anni. Sicuramente ci saranno persone molto più preparate di me e di voi che studiano queste cose dalla mattina alla sera, comunque possiamo accontentarci di usare le parole di Edouard Lambelet (fondatore di Paper.li, di cui parleremo a breve) per riassumere questo aspetto:

“I think mainstream media can’t cover everything, really. It’s extremely difficult to search for this kind of content top to bottom. You really need to have small curators [and] small editors in chief — millions of them covering content.”

Insomma, milioni di editori a briglia sciolta che coprono in modi differenti tutta quell’amorfa quantità di informazioni altrimenti disperse nell’etere della rete.

Dopo questa doverosa introduzione, si arriva al contenuto vero di questo post. Volevo parlarvi di tre tra i diversi aggregatori di contenuti (basati sull’account twitter) che svolgono il lavoraccio appena menzionato.

The Tweeted Times

Fondamentalmente permette di creare una rivista a partire dal vostro flusso o dalle vostre liste twitter; ogni notizia può essere condivisa su fb o twitter; c’è la possibilità di scegliere la visualizzazione a griglia, colonne o lista (meno male!).

Graficamente più accattivante, a parer mio, funziona in modo leggermente diverso dal precedente. Partendo da fonti quali G+, twitter, fb o feed RSS, i contenuti sono scelti a partire da uno o più argomenti di proprio interesse e sono a loro volta raccolti in una o più riviste, organizzabili a seconda delle fonti.

Esempio: "DIY Music & electronics"

Esempio: “DIY Music & electronics”

Attorno a macro-argomenti che vengono liberamente creati dagli utenti, può riunirsi una community che segue, condivide, suggerisce l’aggiunta di notizie, “cura” il topic per usare la loro stessa espressione. Qui il piccolo-editore-che-è-in-noi è libero di esprimersi in tutte le sue potenzialità!

Insomma, ho voluto dare soltanto una panoramica e una breve anteprima, lasciando a voi il gusto di trovare quello più adatto alle vostre esigenze..

Naturalmente dopo aver aperto la vostra redazione virtuale correte qui a lasciarci il link! 😀

 

Passeggiata di lettura:

10 strumenti per la cura di contenuti (Il Giornalaio), Paper.li and Tweeted Times pioneer twitter-based curated content ( Shireen Qudosi), paper.li VS tweetedtimes.com.

 

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